Wednesday, 10 February 2016

La sapienza al contrario

“Chi si accontenta gode”; in verità “chi gode si accontenta” (è molto più contento).
“Non c’è il due senza il tre”; “caso mai è il contrario”, come ha detto mio nipote in quinta elementare, con una lucida e spietata logica “ammazzafolklore” (sarebbe ABC della logica, ma il sapiens di solito annaspa nell’astratto).
“Non ci sono fatti, solo interpretazioni”; anche qui è l’esatto contrario, proprio a partire dalle interpretazioni che non sono altro che configurazioni sinaptiche (fatti e niente più: i postmoderni si accomodino pure a combattere contro le R.M.F e le T.E.P.); altro problema è poter sapere se tali configurazioni sinaptiche descrivono adeguatamente la configurazione della materia / energia presente o passata alla quale fanno riferimento. Ma per un’evoluzionista (e per un evoluzionista) andare in affanno davanti alle limitazioni cognitive di uno scimpanzè parlante è ridicolo. Il nostro cervello può capire cose come: “Policleto raggiunse una sintesi perfetta di movimento ed equilibrio”, quello di un pipistrello probabilmente non può farlo; viceversa il cervello di un pipistrello può emettere onde sonore per ottenere al buio una descrizione dell’ambiente e il nostro non ne è capace: si tratta delle capacità cognitive degli animali; anche le nostre hanno limiti insuperabili.

Saturday, 23 May 2015

Einstein - Why Socialism?

Interessante articolo di Albert Einstein; la parte più direttamente socialista inizia con le parole "The economic anarchy of capitalist society".

Friday, 1 May 2015

Keynesiani e liberisti

È ovvio che i keynesiani trovino materiale per attaccare i liberisti e viceversa. Entrambi sono disperati tentativi teorici e pratici di limitare gli squilibri del capitalismo, che è un sistema inemendabilmente squilibrato. Le due scuole hanno torto entrambe; in certi momenti appaiono più evidenti i torti degli uni, in altri quelli degli altri.
Dato che l'era da Thatcher (iron lady R.I.P. rust in peace) e Reagan in poi è l'era della libera circolazione dei capitali e dell'attacco alla funzione economica dello stato (cfr. in Italia la separazione Tesoro Banca d'Italia) consegue che i keynesiani oggi hanno buon gioco a sbeffeggiare (le idee de)i liberisti, i quali o tacciono o dicono cazzate, mostrando di non temere il ridicolo (ad esempio indicando le idee di Lord Keynes come responsabili delle bolle causate da immissione di liquidità nel circuito finanziario). In questo momento essere keynesiani consente di mentire di meno; ecco perché essi sono molto più simpatici, a prima vista. D'altra parte pensare che lo Stato possa agire razionalmente in profondità nell'economia è un'idea assurda, figlia dell'ignoranza del materialismo storico (ignoranza già propria dell'elegante Lord). Non che i keynesiani non sappiano recitare qualche paginetta del capitolo su Marx del loro manuale liceale, ma capire la filosofia sta su un altro pianeta. Ne dovrebbero mangiare di krauti di Treviri... Poi, certo, qualcuno di loro sa anche la verità, ma essendo piuttosto evidente che oggi il marxismo politicamente non ha alcunché da offrire, il tentativo è quello di aspirare al male minore. Non è escluso, in effetti, che qualche deciso intervento dello stato potrebbe lenire la miseria di qualcuno e limitare gli squilibri più schifosi, ma fino a quando si resterà in un sistema di rapporti sociali che imbrigliano la produzione, sottomettendola alle aspettative di profitto (nel corso di una tendenza pluridecennale alla caduta del saggio di profitto), le speranze di un vero riscatto per la specie ingiustamente autoproclamatasi sapiens sono inesistenti. E poiché i rapporti di produzione non cambiano da soli, ce li terremo di sicuro per molti decenni ancora.

Tuesday, 10 March 2015

A big load of horse crap

“Con l’aumentare del capitale complessivo cresce, è vero, anche la sua parte costitutiva variabile ossia la forza-lavoro incorporàtale, ma cresce in proporzione costantemente decrescente”.
                                              [Il barbuto di Treviri]

Chi parla di politica senza aver capito questo produce solo a big load of horse crap. E' l'aumento della composizione organica del capitale, infatti, che provoca la caduta del saggio di profitto, le economie di scala crescente, la globalizzazione, le sovrapproduzioni (di valori di scambio), quindi le crisi e la povertà (contestuale al progresso scientifico e tecnologico). Senza un cambiamento dei rapporti produttivi (che non vedrò mai, lo so, ma in fondo mi interessa solo capire) non ci sarà mai equilibrio, mai pace.

Wednesday, 4 March 2015

Neoclassici, prima o poi spariranno

Il salario, d’altra parte, ha due aspetti, e ciò determina una contraddizione tra il livello microeconomico e il livello macroeconomico. Al singolo capitalista il salario appare come un costo di produzione, che come qualsiasi altro costo di produzione egli cercherà di minimizzare; ma per il sistema economico nel complesso i salari sono potere d’acquisto, anzi la parte più consistente del potere d’acquisto complessivo, potere d’acquisto mediante il quale le merci prodotte potranno, o non potranno, essere acquistate. Se i salari sono bassi, sarà possibile che non tutte le merci prodotte vengano vendute e vi saranno difficoltà nella realizzazione dei profitti.

Basterebbe questo bel capoverso di Giorgio Lunghini per buttare a mare tutta la produzione neoclassica.

Wednesday, 21 January 2015

Stragi

La Nato, anche con i soldi delle mie tasse, ha assassinato negli ultimi 25 anni migliaia di persone (bambini compresi), durante le operazioni di occupazione dell’Asia centrale finalizzate al controllo delle fonti energetiche (presumibilmente in funzione anti-cinese). Il dato non è negato da alcuna fonte (nemmeno da quelle della Nato - cfr. ad esempio dati Isaf-Civcas e simili), però è discusso, perché si ignora se le migliaia di persone assassinate siano decine di... o centinaia di...
Ma gli omicidi di Stato sono da sempre giustificati, quando non esaltati. D'altra parte chi crede nelle ideologie “enduring freedom" style può guardare, anche cursoriamente, il sussidiario delle elementari (per capire cos’è la storia).

Wednesday, 14 January 2015

Seneca contro gli omicidi di Stato

Brano durissimo contro lo Stato; il testo risulta  anacronistico nell'aggettivo "gloriosum" della prima riga; infatti oggi si danno nomi comici alle stragi, ad esempio Enduring freedom (sotto si può leggere la glossa letterale italiana)

Homicidia conpescimus et singulas caedes: quid bella et occisarum gentium gloriosum scelus? Non avaritia, non crudelitas modum novit. Et ista quamdiu furtim et a singulis fiunt minus noxia minusque monstruosa sunt: ex senatus consultis plebisque scitis saeva exercentur et publice iubentur vetita privatim. Quae clam commissa capite luerent, tum quia paludati fecere laudamus. Non pudet homines, mitissimum genus, gaudere sanguine alterno et bella gerere gerendaque liberis tradere, cum inter se etiam mutis ac feris pax sit. Adversus tam potentem explicitumque late furorem operosior philosophia facta est et tantum sibi virium sumpsit quantum iis adversus quae parabatur accesserat.


Reprimiamo gli omicidi e gli assassini singoli: e allora cosa (dire) delle guerre e del vanaglorioso crimine dello sterminio di popolazioni? L’avidità, la crudeltà non conoscono misura. E finché queste (stragi) sono compiute di nascosto e da singoli individui sono meno nocive e meno mostruose: azioni atroci vengono compiute sulla base di decreti del senato e di decisioni del popolo e si comanda in nome dello stato quello che è proibito in privato. Quei delitti che, compiuti di nascosto, verrebbero puniti con la pena di morte, noi li approviamo perché li hanno commessi (uomini) in divisa militare. Gli uomini, che pure sono una specie mitissima, non si vergognano di godere delle reciproche stragi, di condurre guerre e di tramandarle ai figli da continuare, mentre persino le bestie e le fiere mantengono la pace tra di loro (qui vuole dire che i conflitti intraspecifici tra gli animali sono molto rari – cosa in realtà non vera). Contro un furore così potente e ampiamente diffuso la filosofia è diventata più operosa e ha assunto tante forze quante avevano acquisito quei mali contro i quali si preparava (a combattere) [lett. “ha assunto tanto di forze quanto si era aggiunto a quei mali contro i quali (la filosofia) veniva preparata (a combattere)”].

Sunday, 28 December 2014

Il latte e l'evoluzione

Mi sono imbattuto nell'argomentazione anti-vegana secondo la quale sarebbe erroneo sostenere che è innaturale e dannoso per gli umani bere il latte da adulti (e infatti gli altri mammiferi non lo fanno), perché, grazie ad alcune mutazioni, una buona parte degli umani ha sviluppato la capacità di digerire il lattosio anche da adulto (capacità che manca al 65% dell'umanità e a tutti gli altri mamimferi).
L'argomentazione, ancorché sofisticata, è fallace dal punto di vista di una interpretazione corretta dell'evouzionismo. I genetisti ci dicono che numerose popolazioni, grazie ad alcune mutazioni (diverse a seconda delle popolazioni), hanno sviluppato la capacità di digerire il lattosio anche da adulti; l'alternativa, quando queste mutazioni sono state selezionate in quanto "migliorative", sarebbe stata l'estinzione della popolazione. La natura seleziona il meno peggio, non il meglio ipotizzabile. Il meno peggio era chi riusciva a nutrirsi di latte da adulto; il meglio ipotizzabile sarebbe stato chi avesse eventualmente potuto trarre vantaggi identici o addirittura maggiori nel bere il latte piuttosto che nell'evitare di farlo (cibandosi di altro); e ciò non è affatto dimostrato. Il problema era che l'altro cibo, in certi momenti, non era a disposizione (o per lo meno non lo era altrettanto facilmente quanto lo era il latte presso popolazioni dedite alla pastorizia).
P.S.  la lotta tra le aziende lattiero casearie e gli studiosi vegani è priva di interesse per me, tanto più che amo il latte fresco intero (possibilmente non pastorizzato), la panna fresca e tutti i tipi di formaggi.

Monday, 10 November 2014

Approfondimenti al Curie

Elenco dei corsi che proporrò durante la settimana degli approfondimenti del Liceo "Curie":

1) Teoria e pratica dei sistemi di scrittura.
2) Filogenesi del linguaggio umano (l’origine del linguaggio umano naturale).
3) Ontogenesi del linguaggio umano (lo sviluppo del linguaggio nel bambino).
4) La teoria della crisi in Marx.

I primi tre sono versioni abbreviate, ma non semplificate, di seminari accademici tenuti o che terrò a Cremona per l'Unipv.

Sunday, 14 September 2014

Economia e strategia

C'è un livello strategico (politico internazionale e quindi anche militare) che, pur essendo in ultima analisi determinato dalla struttura economica, non è affatto direttamente causato dall'economia. Questa ovvia e banale osservazione sfugge ai "no euro", anche quelli più preparati, pur tanto bravi nello svelare le fandonie del potere (Bagnai). Quelli più o meno marxisti (MPL) comprendono questo livello; il loro errore consiste, a mio avviso, nel ritenere possibile la strumentalizzazione della questione per un fine più elevato (cioè il mutamento dei rapporti di produzione, che in effetti è l'unica soluzione per l'umanità).

Sunday, 31 August 2014

Teoria del valore e crisi

Con la prova per assurdo della teoria del valore-lavoro (che peraltro non è l'unica), Marx ha volato molto alto; quelli che pensano di confutare la sua limpida e splendida logica con il volo delle galline delle loro inutilmente complicate tabelle, non hanno nemmeno capito di cosa si stia parlando. Premessa indispensabile è tenere in considerazione la differenza tra valore d’uso e valore di scambio. Seeeembra facile.

Ecco tale prova riassunta nelle parole di Ernest Mandel:

"Immaginiamo per un attimo una società in cui il lavoro umano vivente fosse completamente scomparso, cioè una società in cui tutta la produzione fosse stata automatizzata al 100%. (...) Immaginiamo questo fenomeno spinto alle sue estreme conseguenze. Il lavoro umano è totalmente eliminato da tutte le forme della produzione, da tutti i servizi. Può il valore continuare ad esistere in queste condizioni? Cosa sarebbe una società in cui nessuno avesse più redditi, ma in cui le merci continuassero ad avere valore e a essere vendute? Una tale situazione sarebbe chiaramente assurda. Si produrrebbe un'immensa quantità di prodotti la cui produzione non creerebbe alcun reddito, poiché nessun essere umano sarebbe intervenuto in questa produzione. Ma si vorrebbero "vendere" questi prodotti per i quali non vi sarebbe più alcun compratore! E' evidente che in una simile società la distribuzione dei prodotti non si effettuerebbe più sotto forma di vendita di merci, vendita resa d'altronde anche assurda a causa dell'abbondanza generata dall'automazione totale. In altri termini, la società in cui il lavoro umano è totalmente eliminato dalla produzione, nel senso più generale del termine, compresi i servizi, è una società in cui il valore di scambio è egualmente scomparso. Nel momento in cui il lavoro umano è scomparso dalla produzione assistiamo alla contemporanea scomparsa del valore: questo a riprova della giustezza della teoria del valore-lavoro".

C'è una complicazione concernente i consumi dei capitalisti, ma in ultima analisi sposta di ben poco la questione.

Ci sono inoltre i dettagli tecnici del problema della trasformazione dei valori in prezzi, falso problema risolto una volta per tutte da circa trent'anni da Guglielmo Carchedi, Alan Freeman, Andrew Kliman et alii con la TSSI (temporal single-system interpretation of Karl Marx's value theory).

La teoria del valore-lavoro è di importanza cruciale perché, a causa del progresso tecnologico e quindi dell'espulsione di forza-lavoro (unica controtendenza invocata dai borghesi: consumismo sfrenato), porta obbligatoriamente alla caduta del saggio di profitto, dato che appunto la valorizzazione del capitale viene dal lavoro vivo e non dal capitale costante (con il tentativo, che alla fine sarà vano, della globalizzazione come controtendenza), quindi alle economie di scala, alla concentrazione di capitali (ogni giorno chiudono aziendine), quindi alla sovrapproduzione di capitali e merci (Oddio: la deflazione!) e alle crisi periodiche.

Friday, 8 August 2014

Libero arbitrio

Libero arbitrio?
Eppure non dovrebbe essere così difficile capire che le ipotesi filosofico-scientifiche sulla coscienza non devono avere nulla a che fare con la giurisprudenza. Credo che sul determinismo e sull'assoluta necessità di ciò che facciamo ci sia poco da dubitare; e non (solo) perché ci domina l'inconscio, bensì perché il mondo non subatomico (e i neuroni - e la pancia - vi appartengono a pieno titolo) non ha mai concesso alcun indizio di libertà. Nessuno è colpevole di alcunché, ma gli imbroglioni e gli psicopatici vanno bloccati. Cosa c'è di difficile? Boh...

Friday, 6 June 2014

Crisi

Squilibri e crisi sono sistematiche: articolo del professor Luciano Vasapollo. Cfr., del medesimo autore, La crisi del capitale, Jaca Book, 2009 (nella prefazione del quale compare, a p. 34, più o meno l'articolo al precedente link).

Thursday, 10 April 2014

L'accoglienza pelosa

L'ideologia che esalta la libera circolazione del capitale variabile è funzionale al capitale. Altra cosa sarà il viaggio e la migrazione quando i rapporti di produzione saranno incentrati sull'uomo e non sul profitto.

Wednesday, 9 April 2014

Neutralismo de che?

Che molte mutazioni siano irrilevanti poteva stupire negli anni Sessanta e indurre a, comunque ingiustificati, pensieri anti-darwiniani. Oggi si sa che un po' di junk DNA lo è effettivamente (per esempio gli ex geni), per cui che problema c'è (le mutazioni irrilevanti grazie alla ridondanza del codice penso fossero già note)?
Di più: il neutralismo di Kimura, cioè il non selezionismo, può avere senso solo ceteris paribus. Infatti, se valesse anche ceteris non paribus, diverrebbe illogico, perché l'adattazionismo è una tautologia e, se cerco di negare una tautologia, incorro nell'illogicità.

Thursday, 16 January 2014

Noterelle per il piccolo traduttore

Noterelle per il piccolo traduttore dal greco antico

Molti dei seguenti consigli valgono anche per tradurre dal latino

- prestate attenzione (προσέχετε τὸν νοῦν) alla lettura (sperando che l’insegnante abbia capito il testo),

- rileggete il testo da soli, anche due o tre volte, anche senza capire (il cervello ha parti che lavorano a vostra insaputa, non sto scherzando),

-siate meticolosi nell’utilizzo del vocabolario; controllate spiriti e accenti; abituatevi al controllo della tavola delle abbreviazioni del vocabolario,

- se non hanno l’articolo i nominativi e gli accusativi possono essere (e molto molto spesso sono) complementi predicativi; esistono anche i predicativi dell’oggetto indiretto (per esempio con χράομαι + due dativi: mi servo di qualcosa/ come…, ad esempio “mi servo di te come fattorino”),

- se c’è una coordinazione (per esempio con καί, οὔτε, μέν… δέ e simili) prima di avventurarvi in ipotesi sconclusionate dovete provare a duplicare predicati, soggetti e complementi nella seconda frase,

esempio dall'Apologia di Socrate (genitivo oggettivo) di Platone (genitivo soggettivo):

[18a] ... πρῶτον μὲν οὖν δίκαιός εἰμι ἀπολογήσασθαι, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, πρὸς τὰ πρῶτά μου ψευδῆ κατηγορημένα καὶ τοὺς πρώτους κατηγόρους, ἔπειτα δὲ πρὸς τὰ ὕστερον καὶ τοὺς [18b] ὑστέρους.

prima riconosco lo scheletro grazie a πρῶτον μὲν ed ἔπειτα δὲ; poi vedo che, mentre nella prima frase c'è πρὸς τὰ πρῶτά QUALCOSA, nella seconda c'è πρὸς τὰ ὕστερον NULLA. Non sarà forse il caso di sottintendere QUALCOSA anche nella seconda? Lo stesso discorso vale per τοὺς πρώτους... e τοὺς ὑστέρους... Sembra ovvio, ma non lo è, come mostrano gli errori di molti nelle verifiche scritte,

la traduzione di questo passo dell'Apologia è:

“dunque è giusto che io mi difenda, o uomini ateniesi, inizialmente (πρῶτον) dalle prime accuse false rivolte contro di me (lett. “dalle prime cose false accusate contro di me”) e dai primi accusatori, poi dalle (accuse) successive e dai [18b] successivi (accusatori)”,

- più in generale quindi prestate attenzione ai SOLITI PARALLELISMI μέν… δέ; ὢς ἐπὶ + x … ὢς ἐπὶ… + y, etc.,

- i participi a volte sono anche nomi tout court, il vocabolario aiuta,

- gli errori di morfologia verbale non li considero proprio, dovete eliminarli e basta; anche perché sul vocabolario si trovano praticamente tutte le forme (per lo meno alle prime persone),

- ripassate dunque anche le cose banali (quali ad esempio le declinazioni); ripassate i paradigmi dei verbi usuali o che presentano forme omonime (cioè omofone e omografe; vorrei dare per scontato che non confondiate le forme solo simili),

- a volte la filosofia (e gli antichi in generale) è controintuitiva; ma a certe affermazioni è difficile arrivare; se c'è qualcuno che lavora la lana e un participio di un verbo che significa “bagnare”, sarà l'operaio che bagna la lana per lavorarla NON l'operaio che si bagna prima di lavorare la lana (esempio tratto da un errore reale; a me non sarebbe mai venuta in mente una cosa del genere: non ho sufficiente fantasia),

- esistono i genitivi partitivi, utilizzabili, in greco, anche laddove in italiano sono da togliere senza esitazioni,

- anche quando siete sicuri di conoscere il significato di una parola, se siete in difficoltà, cercate quella parola sul vocabolario, anche declinata,

- molto spesso bisogna procedere così: bisogna cercare di intuire cosa può voler dire l'autore e poi si traduce; si lavora cioè tramite un’ipotesi traduttiva (operazione euristica); i testi hanno quasi sempre coerenza di contenuti,

allo stesso modo lavorano gli investigatori e gli scienziati (ecco: forse serve a qualcosa tradurre testi che qualcun altro ha già tradotto, anche molto meglio di noi): l’investigatore ricostruisce un’immaginaria scena del crimine, poi controlla che le risultanze oggettive siano compatibili con la scena; se alla fine tutte le risultanze sono compatibili SOLO con quella scena, si chiamano prove,

- nella traduzione, fuor di metafora, le prove dell’ipotesi traduttiva sono generi, numeri, casi, tempi, modi, persone, significati lessicali. Bisogna chiedersi: la mia traduzione è compatibile con la grammatica e il lessico dell’originale? A volte la risposta è no, ma l’intuizione sul significato della frase può essere a grandi linee valida; in questo caso bisogna correggere i dettagli. A volte bisogna invece buttare l’ipotesi giù dal Taigeto e sforzarsi di farne saltare fuori un’altra (che, vista la fine della prima, sarà alquanto timorosa, ma non c’è altra scelta),

- l’unica parola che potete buttare nel cesso (lo so, sono sempre così aulico...) è δή (e nemmeno sempre),

- se non c’è un buon motivo di spostare le parole, esse non vanno spostate. I soggetti si spostano spesso (l’italiano è SVO nelle frasi non marcate, senza dislocazioni, del tipo: “tua sorella l’ha vista mia madre, io ho visto tuo fratello”; nelle versioni è difficile trovare frasi del genere, al limite del substandard, per i parrucconi in particolare),

- è possibile, sopratutto in Platone, dover mettere in italiano articoli determinativi dove non ci sono in greco; ma non è frequente; soprattutto è vietato farlo quando la traduzione è palesemente migliore senza articolo determinativo.

Sunday, 12 January 2014

Sovranismo ed europeismo

Il lucido punto di vista umano (di Sebastiano Isaia). Commenterei dicendo che il sovranismo di sinistra fa ridere, l'europeismo fa piangere; la miseria teorica di chi non accetta il materialismo storico e le verità palmari che abbiamo sotto gli occhi...

Friday, 10 January 2014

Libero arbitrio

Interessante intervento della fisica teorica Sabine Hossenfelder. Sono contento che la burla del libero arbitrio basato sulla meccanica quantistica sia smentita da una fisica (non è l'unica, ormai da anni trovo interventi di questo tenore, ma la vulgata è dura a morire). L'articolo parte bene, poi fa confusione, comunque, proprio ignorando l'emergenza.

Monday, 6 January 2014

Brancaccio

Non sono keynesiano ma è bello vedere Emiliano Brancaccio che polverizza Draghi (e quindi le "politiche" di PD, exPDL e stampa collegata). La prolusione è stata tenuta a Roma il 16 dicembre 2013, alla Camera dei Deputati, presso il Palazzo dei Gruppi.

Saturday, 4 January 2014

Tuesday, 10 December 2013

Marx batte Keynes

Magistrale intervento di Sebastiano Isaia. Marx batte Keynes; il mainstream è fuori competizione teorica per insufficienza neuronale e/o mercenarismo. I pigri possono partire da poco sopra la metà: "Paul Krugman si è fatto portavoce"...
Dedicato a chi si ostina a pensare che la politica siano le farse del PD o di quegli altri e che leggendo i quotidiani si possa capire qualcosa del mondo.

Saturday, 9 November 2013

Vox clamans in deserto

Capitale variabile a spasso (40% di disoccupazione giovanile in Italia) e capitale costante immobilizzato. Intanto alcune decine di migliaia di persone al mondo sono sempre più ricche. Vi piacciono questi rapporti di produzione? Teneteveli!

Thursday, 10 October 2013

Là in fondo, oltre il lago

"Là in fondo, oltre il lago, ci sono animali che puoi mangiare" vs. ""Là in fondo, oltre il lago, ci sono animali che ti possono mangiare".
Ma davvero abbiamo bisogno di altro per stroncare l'antidarwinismo linguistico?

Monday, 7 October 2013

Contro il relativismo (non quello etico) e contro le metafore di Lakoff

La scienza e la matematica più avanzate sono in grado di prevedere come il mondo si comporterà in termini che, se le teorie non descrivessero la realtà, sarebbero il prodotto di un'incredibile coincidenza. Come ha osservato Richard Dawkins, anche il più ferreo relativista si recherà al prossimo convegno universitario volando su un jet progettato secondo le metafore della fisica moderna, non su un tappeto volante progettato secondo una qualche metafora rivale.
[Steven Pinker]

Tuesday, 24 September 2013

Determinismo linguistico

"L'idea che se gli eschimesi prestano maggiore attenzione alle varietà di neve è perché dispongono di più parole per indicarla è un tale qui pro quo (non vi viene in mente qualche altra ragione del perché gli eschimesi dovrebbero prestare più attenzione alla neve?) che è difficile credere che, se non fosse per la sensazione di bravura che dà nel trascendere il senso comune, verrebbe mai presa sul serio".
[Steven Pinker, The stuff of thought, 136]

L'originale è:
"The idea that Eskimos pay more attention to varieties of snow because they have more words for it is so topsy-turvy (can you think of any other reason why Eskimos might pay attention to snow?) that it's hard to believe it would be taken seriously were it not for the feeling of cleverness it affords at having transcended common sense."

Le trovate di Pinker per stroncare il determinismo linguistico (che non muore mai - bastaaa!!!) sono sempre spassose.

Thursday, 12 September 2013

Some chemistry

The "paragraph" in our genes describing the protein called cytochrome c is 339 letters long [...] 45 letter changes separate humans from yeast and the same number separates pigs from yeast.
[Richard Dawkins, 1995, River out of Eden, p. 42]


Quando due arvicole di prateria di sesso opposto si incontrano e si piacciono si lanciano in un tour de force sessuale che comprende più di una quindicina di accoppiamenti nel giro di un solo giorno. Al termine di questa maratona dell'amore i due topolini sono irrimediabilmente legati da un legame stabile e sono estremamente fedeli. Il maschio arriva a scacciare femmine in estro qualora queste si avvicinino al nido (un comportamento veramente inusuale per un roditore).
                                                                                  [Alessandro Cellerino, 2002, Eros e cervello, p. 179]



Jill, a forty-two-year-old premenopausal schoolteacher, had come to me complaining of no libido—which was causing marital problems. Her blood level of testosterone was very low, so I began treating her with testosterone therapy [...]
I asked her to come back in three weeks to assess her progress. During the time between appointments, Jill mistakenly doubled her dose of testosterone. Her face was blushing bright red when she came into the clinic. She sheepishly told me of her mistake and said her sexual urges were now so strong that she was running into the bathroom between classes to masturbate. She said, “This is becoming a real bother, but now I know what it must feel like to be a nineteen-year-old boy!”
[Louann Brizendine, 2006, The Female Brain, p. 90]

Sunday, 8 September 2013

Henry Ford

Henry Ford «commissionò un'indagine fra i demolitori americani per sapere se vi erano parti della Ford T che non si rompevano mai. I suoi ispettori tornarono con rapporti su quasi ogni genere di deterioramento: assali, freni, pistoni, tutto era soggetto a guastarsi. Ma essi segnalarono una notevole eccezione: tutti i perni 
del fuso a snodo delle auto rottamate avrebbero potuto andare avanti ancora per anni. Con logica spietata Ford concluse che i perni del fuso a snodo del modello T erano troppo robusti per la loro funzione, e ordinò che in futuro la loro qualità venisse abbassata.»
Nicholas Humphrey

Tutti al lavoro!

Ministro Carrozza: "mai più a 25 anni senza aver mai lavorato". Eh già: con la caduta del saggio di profitto, la sovrapproduzione di capitali e di merci e l'età pensionabile a 100 anni c'è proprio posto per tutti nel mondo del lavoro. Borghesi mentecatti.

Saturday, 7 September 2013

Centralizzazione di capitali

In uno studio del settembre 2011 un gruppo di matematici del Politecnico federale di Zurigo, coordinati da economisti dello stesso istituto, ha cercato di ricostruire, attraverso l’esame di dati empirici attinti praticamente da tutto il pianeta, la mappa del potere capitalistico mondiale. [...] Ebbene, l’analisi ha messo in luce un nucleo centrale di 147 multinazionali giganti, attive soprattutto nella finanza, nel settore assicurativo e nel settore petrolifero, che controllano, direttamente e indirettamente, attraverso complessi intrecci azionari, oltre 1.300 grandi imprese transnazionali, le quali a loro volta controllano, sempre con la stessa modalità (detenere la maggioranza delle azioni delle imprese, le cosiddette  blue chips) oltre 43.000 grandi imprese, le quali, a loro volta, fanno sentire la forza gravitazionale delle loro attività sulla restante realtà economica fatta di 37 milioni di imprese e investitori sparsi, appunto, su  tutto il globo. Naturalmente non so quanto questa rappresentazione della gigantesca piramide del potere capitalistico sia attendibile, fino a che punto rinvii all’esatta realtà empirica del Capitalismo mondiale, e nondimeno penso che essa possa darci almeno un’idea del fenomeno in esame.
[Sebastiano Isaia]

Marx e la finanza

"Con la produzione capitalistica si forma una potenza assolutamente nuova, il sistema del credito, che ai suoi inizi s’insinua furtivamente come modesto ausilio dell’accumulazione, attira mediante fili invisibili i mezzi pecuniari, disseminati in masse maggiori o minori alla superficie della società, nelle mani di capitalisti individuali o associati, diventando però ben presto un’arma nuova e terribile nella lotta della concorrenza e trasformandosi infine in un immane meccanismo sociale per la centralizzazione dei capitali. Nella misura in cui si sviluppano la produzione e l’accumulazione capitalistica, si sviluppano la concorrenza e il credito, le due leve più potenti della centralizzazione."
Karl Marx, Il Capitale I

Monday, 26 August 2013

Many ways

Ci sono molti modi di morire :'(

Contro l'antiselezionismo in lingusitica

Another argument for non-selectionist theories is that grammar is more complicated than it needs to be to fulfil the communicative needs of a  hunter-gatherer lifestyle. As one sceptic put it, 'How does recursion help in the hunt for mastodons?' But  as Bloom and I pointed  out, complex gram­mar is anything  but a useless luxury:  "[...] It makes a difference whether that region has animals that you can eat or animals that can eat you". [Steven Pinker]

E' abbastanza umiliante per l'umanità che ancora oggi ci sia bisogno che qualcuno scriva queste cose.

Sunday, 7 July 2013

Fatti

Da un'idea di Maurizio Ferraris; prendiamo due affermazioni:

1) Non ci sono fatti, solo interpretazioni
2) Non ci sono gatti, solo interpretazioni

Poiché c'è una porzione di fatti che sono gatti chi accetta 1 deve accettare anche 2; il paradosso è che 2 è una tesi debole (perché i gatti sono un sottoinsieme dei fatti) e appare immediatamente assurda, mentre 1 è una tesi forte ed è accettata dalla maggior parte dei filosofi. Nonsense totale. E non pensino di salvarsi con il benaltrismo, perché sfido chiunque a trovare il confine.

I filosofi raffinati trovano questo discorso un volgare cedimento al senso comune; cosa ci sarà di male nel senso comune? boh Ovviamente intendo il senso comune quando non è contraddetto da esperienze scientifiche che si sono mostrate più agili del senso comune nello spiegare e prevedere ciò che succede. E qui Ferraris non mi seguirebbe (perché ho l'impressione che per lui la scienza sia un'interpretazione, mentre secondo me, in parte, punta a essere, riuscendoci, mero potenziamento e raffinamento dell'esperienza).

Del resto è ancora più radicale il problema di 1 perché non si capisce bene se sia un fatto o una interpretazione e se proviamo a considerarlo una cosa o l'altra comunque incontriamo un'aporia. In altre parole non si capisce perché chi non è disposto ad accettare le montagne, le sedie e i tavoli (anche se gli arditi benaltristi ce le concedono) dovrebbe accettare un'asserzione così radicale come 1.

Wednesday, 22 May 2013

Ma alla fine

nemmeno i keynesiani ci bastano, perché "La concorrenza estera diviene il comodo e reale pretesto per ridurre i salari come condizione di sopravvivenza della “economia nazionale”. Anche se in realtà sono tutte condizioni che fanno ulteriormente sprofondare nella crisi tutto il capitale e quindi a lungo andare creano condizioni di valorizzazione più difficili per ogni sua singola quota" [Rapporti sociali, 1985]

La cristallina lucidità dei marxisti. Davvero difficile dirlo meglio.
Non che Keynes non sapesse che il dumping salariale ha senso solo in un'ottica mors tua vita mea, perché  l'effetto recessivo globale è evidente se il contenimento dei salari diventa norma generalizzata.

Saturday, 18 May 2013

Stato e famiglia

Lo stato non è come una famiglia, no, non lo è, perché "ogni disavanzo pubblico è, dopo tutto, un asset privato" [Philip Pilkington]

Sunday, 12 May 2013

Religion and philosophy


Given that the mind is a product of natural selection, it should not have a miraculous ability to commune with all truths. It should have a mere ability to solve problems that are sufficiently similar to the mundane survival challenges of our ancestors.
[...] religion and philosophy are in part the application of mental tools to problems they were not designed to solve" [Steven Pinker, How the mind works, 525]

Friday, 29 March 2013

Sinistra europea compiacente

Un caso esemplare. In Italia avviene lo stesso. Come è chiarito nell'articolo non si tratta di "tedeschi contro  la periferia", bensì di oligarchie contro il popolo.
Rileggiamo una frase di Bucharin: "alla testa dell'intera vita economica sta un piccolo gruppo di grandi banchieri che dominano tutta l'industria. Ed il potere statale è l'esecutore della volontà di questi finanzieri, dominatori delle banche e dei trusts (L'abc del comunismo, 1919)".

Euro e capitali liberi

Donne e uomini della sinistra parlamentare, so che non ascoltate Bagnai perché è antipatico, spocchioso e insegna in provincia. Non capisco cosa c'entri l'antipatia, provinciale o meno, con l'oggettività dei disastri della circolazione libera dei capitali (incentivata patologicamente dalla rigidità del cambio). Ma va bene così. Brancaccio però no, lui vi vuole bene, non insegna a Pescara, non è aggressivo e non ostenta erudizione. Buona lettura.
Per chi poi volesse ampliare le vedute e affrancarsi per sempre dalla irricevibile bullshit di Repubblica, Corriere e tutti gli altri, consiglio il libro di Brancaccio e Passarella.

Saturday, 23 March 2013

Collegamenti a risorse linguistiche in rete


Omniglot (lingue e sistemi di scrittura)

Ethnologue (lingue e popoli, tassonomie eccellenti, estrema ricchezza di dettagli)

Perseus

Archive

Vocabolario italiano Treccani.it

Dizionari corriere.it

Wordreference (vari dizionari bilingui)

Tommaseo Bellini

Costa Cardinali

Intervento di Pietro Beltrami sui dizionari storici italiani

Cos'è un vocabolario storico?

Dizionario etimologico dell'italiano (Ottorino Pianigiani)

Etimologie inglesi

Dizionario latino (anche dall'italiano)

A Latin Dictionary (Lewis Short)

Dizionario greco (anche dall'italiano)

A Greek-English Lexikon (Liddell Scott Jones +  lessico omerico e lessico pindarico)

Dizionari di greco e di latino

Coniugazione dei verbi greci (e di nomi, aggettivi e pronomi)

Paradigmi dei verbi greci

Frank Cole Babbitt, A Grammar of Attic and Ionic Greek

DOP (pronunce italiane)

Forvo (pronunce dal mondo)

Guida all'uso di accenti e apostrofi nell'italiano (Crusca)

Vademecum sull'accento (Crusca)


Friday, 28 December 2012

Every last one of them


Your family tree includes not just obvious cousins like chimpanzees and monkeys, but also mice, buffaloes, iguanas, wallabies, snails, dandelions, golden eagles, mushrooms, whales, wombats, and bacteria. All are our cousins. Every last one of them. Isn’t that a far more wonderful thought than any myth? And the most wonderful thing of all is that we know for certain it is literally true.
Richard Dawkins, 2011, The Magic of Reality, p. 52.